Lavoro con i motori di ricerca da 30 anni.
Ho iniziato, come tutti, utilizzandoli per le mie necessità quotidiane, in un tempo in cui Google non era sinonimo di ricerca (e di molte altre cose in realtà…): si usavano Atavista, Excite, Alltheweb. Ma, oltre ai motori di ricerca puri, si usavano le directory: Lycos, Yahoo…
Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e Google ha monopolizzato il settore della ricerca, utilizzandolo poi come trampolino di lancio per diventare una delle Big Tech che, letteralmente, possiedono e modellano il nostro mondo.
Tornando però al punto di partenza, la ricerca, quanti di voi sono soddisfatti dei risultati forniti da Google oggi? Quanti di voi pensano che, ormai, Google assomigli sempre più ad un agente AI travestito da motore di ricerca? Quanti si rendono conto che troppo è il potere che abbiamo lasciato che si concentrasse nelle mani di chi sta a Mountain View?
Se siete tra questi, o se comunque avete una buona ragione per voler mettere un freno alla dipendenza da Google, ecco 6 motori di ricerca (veri) che potete utilizzare al posto di Big G.
Ecosia: il motore ecologico
È forse il motore di ricerca alternativo a Google più noto, soprattutto per il proprio impegno ecologico e la propria sostenibilità ambientale: l’azienda dichiara di reinvestire l’80% dei propri proventi (in arrivo dai ricavi pubblicitari) in progetti di riforestazione. E non è una boutade: precisi report sulle attività finanziate (oltre 251 milioni di alberi piantati al momento in cui scrivo), e un bel blog aziendale, forniscono le prove che il carattere green di Ecosia non è greenwash.
E le ricerche?
Il motore ha un classico look molto essenziale e consente di effettuare ricerche su web alla vecchia maniera come approccio standard, ma potete anche scegliere di farlo con l’ausilio di un chatbot AI, nonché di ricercare immagini, video, news o prodotti per lo shopping.
DuckDuckGo: il motore di ricerca etico
Se dal punto di vista estetico la ricerca su questo motore viene ospitata nel classico ambiente a cui tutti noi siamo abituati, è dietro il cofano che l’anatra appare differente.
Se non sopportate più l’ubiquità di Google, DuckDuckGo farà per voi, visto che non traccia le attività di chi lo utilizza. Non vedrete quindi pubblicità profilata, ma solo annunci in tema con la vostra ricerca. Sembra una questione di lana caprina (pur sempre di annunci si tratta), ma la differenza è importante.
Per il resto ricerca per immagini, video, news, prodotti; completano la dotazione un chatbot AI come assistente di ricerca e Duck.AI, un aggregatore di differenti modelli di LLM (occhio però alle richieste fatte alle AI su profili gratuiti!).
Startpage: il motore di ricerca camaleontico
Se amate i risultati di Google, se proprio non potete faer a meno dei risultati delle serp di Big G, ma detestate i suoi metodi di tracciamento, Startpage è la quadratura del cerchio. Definito spesso come “il motore di ricerca più privato al mondo”, la sua unicità sta nel modello operativo: Startpage paga Google per utilizzare i suoi algoritmi di ricerca, ma agisce come uno scudo intermedio. In pratica, prende la vostra query, rimuove tutti i vostri dati personali e i tracker, la sottopone a Google e vi restituisce i risultati standard. Il risultato? Avete i risultati di Google senza essere su Google, con una privacy totale e senza finire in una “bolla di filtraggio” personalizzata.
E per il resto? L’interfaccia è pulita, elegante e priva di fronzoli. Oltre alle classiche schede per immagini, video e news, Startpage offre una chicca: la funzione “Vista Anonima”. Accanto a ogni risultato di ricerca troverete un’icona a forma di maschera che vi permette di visitare il sito web di destinazione attraverso un proxy della stessa Startpage. In questo modo, non solo navigate protetti durante la ricerca, ma restate invisibili anche quando entrate nei siti terzi.
&udm=14
Dietro questo strambo nome c’è un’idea semplice e geniale: siete stufi dell’invadenza della AI su Google ma, allo stesso tempo, non volete utilizzare niente di differente dal motore di Mountain View? &udm=14 aggiunge alle vostre ricerche una semplice parametro, ovvero &udm=14, che appiccica letteralmente alla query di ricerca di Google. Il risultato? Lo stesso di una ricerca su Google, ma senza quella gran rottura della AI che sta invadendo sempre più le serp.
Brave Search: il motore di ricerca “coraggioso”
Se la vostra parola d’ordine è “disintermediazione”, Brave Search è la scelta che fa per voi. A differenza di molti altri motori alternativi (che sotto il cofano si appoggiano comunque agli indici di Google o Bing), Brave ha compiuto una mezza rivoluzione costruendo da zero un proprio indice del web completamente indipendente. Questo significa che i risultati che vedete non sono influenzati dai filtri o dalle logiche dei colossi della Silicon Valley. Nato come costola dell’omonimo browser orientato alla privacy, Brave Search fa della trasparenza il suo cavallo di battaglia, garantendo zero tracciamento dei dati e zero profilazione degli utenti.
E le funzionalità? L’interfaccia è moderna e incredibilmente reattiva. Oltre alle canoniche ricerche per immagini, video e news, Brave integra nativamente “Leo”, il suo assistente AI basato su modelli open-source, utilissimo per riassumere i risultati direttamente nella pagina di ricerca. Ma il vero colpo di genio sono i Goggles: una funzione che permette agli utenti di applicare filtri personalizzati (o creati dalla community) per alterare l’ordine dei risultati. Potete, ad esempio, decidere di visualizzare solo blog indipendenti escludendo i grandi siti di e-commerce, o dare priorità a fonti universitarie. Una boccata d’aria fresca per chi vuole decidere come esplorare il web.
Kagi: se siete disposti a pagare per cercare…
Siamo talmente abituati all’idea che la ricerca sul web debba essere gratuita da dimenticare il vecchio adagio: “se non paghi per il prodotto, il prodotto sei tu”. Kagi ribalta completamente questo paradigma proponendo un motore di ricerca premium a pagamento (tramite abbonamento mensile). Il motivo? Eliminare alla radice il conflitto di interessi. Non essendoci pubblicità, Kagi non ha alcun bisogno di tracciare i vostri dati, di profilarvi o di trattenervi sulla pagina per mostrarvi annunci. Il suo unico obiettivo è darvi il miglior risultato possibile, nel minor tempo possibile. Una scelta radicale, ma che sta conquistando professionisti, programmatori e ricercatori stanchi del rumore di fondo del web moderno.
Cosa offre in cambio dell’abbonamento? L’esperienza d’uso è semplicemente di un altro livello. Kagi non si limita a cercare, ma vi permette di “addomesticare” il web: potete personalizzare l’algoritmo decidendo di penalizzare (o azzerare) i risultati provenienti da siti di ricette pieni di pop-up o da testate clickbait, e dare invece priorità a piattaforme come Medium, Reddit o GitHub. Inoltre, integra strumenti di intelligenza artificiale avanzatissimi per riassumere istantaneamente interi articoli o PDF senza uscire dalla pagina. È veloce, pulito, incredibilmente personalizzabile e focalizzato sulla produttività pura.
Come dite? Non siete talmente sprovveduti da pagare per un servizio che non conoscete?
Perfetto, Kagi vi offre 100 ricerche in modalità gratuite per capire se il servizio fa per voi. Naturalmente però, prima dovrete aprire un profilo registrandovi…
>> Come usare Google Lens come un pro





